martedì 2 dicembre 2008

RELAZIONE SULL’EMIGRAZIONE
I. INTRODUZIONE
Uno degli aspetti che ha maggiormente caratterizzato la società recente, almeno a partire dal XIX secolo, è quel fenomeno sociale che porta una porzione della popolazione a spostarsi in un altro luogo, temporaneamente o permanentemente, che viene chiamato emigrazione. E ancora oggi assistiamo a tale fenomeno ed è angosciante assistere a condizioni di vita non favorevoli alla società visto che viviamo in un mondo globalizzato .
E’ evidente che le persone, nell’emigrare, hanno incontrato difficoltà non indifferenti ed è interessante cercare di capire come abbiano avuto modo di comunicare ed interagire con i paesi ospitanti. L’ entità dell’ emigrazione si può misurare rapportando il numero degli emigrati da un dato territorio in un determinato periodo alla popolazione media di quel territorio.
Grazie all’ ascolto dei mass media, i popoli emigrati al giorno d’ oggi sono più informati sulle condizioni dei territori che andranno ad occupare e sono preparati a ciò che questi possono offrire sulla base lavorativa .

STORIA DELL’EMIGRAZIONE

Le prime grandi emigrazioni si ebbero nel secolo XIX e furono determinate dalla rivoluzione industriale e dall’incremento demografico della popolazione.
Innanzitutto la rivoluzione industriale portò a trascurare l’agricoltura e, inoltre, l’espansione della popolazione aumentò e ci fu un incremento della natalità e una riduzione della mortalità soprattutto nel continente europeo. In questo contesto, la prospettiva dell’ emigrante italiano si faceva sempre più chiara, tanto da spingere le persone dell’ Italia nord settentrionale ad emigrare nel continente europeo.
Tornando al secolo attuale, si è notata la difficoltà nell’ ospitare persone di diverse culture, colore, e abitudini di vita. Poiché l’ italiano medio manifesta sempre di più degli atteggiamenti ostili e comunque intrisi di pregiudizi, diventa sempre più evidente che il comportamento nel nostro Paese non sarà benevolo nei confronti di clandestini emigrati in Italia.
CAUSE DELL’EMIGRAZIONE
Il movimento migratorio è dovuto principalmente a motivi economici e quindi a instabilità lavorativa con l’influenza di motivi religiosi e politici. L’economia di un paese non garantisce a tutti la possibilità di usufruire di idonei mezzi di sussistenza; pertanto si determina un deflusso di potenziali lavoratori fino a provocare una riduzione quantitativa della popolazione. A questo proposito, il progresso tecnologico è stato rilevante nel determinare l’incentivazione dell’emigrazione. Secondo N. Federici, la causa di fondo è costituita da uno squilibrio demografico economico tra il luogo d’ origine e il luogo di destinazione.
DISAGI DEGLI EMIGRATI
E’ naturale che gli emigrati, in Paesi a loro sconosciuti, possano trovare difficoltà nel comunicare, nell’ ambientarsi ad un nuovo stile di vita. Ma ci chiediamo: se l’ uomo ai tempi primitivi è riuscito a sopravvivere sviluppando pian piano nuove scoperte e contrastando la fame e il freddo in qualsiasi modo, perché oggi in un’ epoca cosi avanzata non può superare tali disagi? Dunque, bisognerebbe percepire il disagio non come una sconfitta, ma come una sfida a cui spetta solo all’ uomo vincerla. È importante per un emigrato tenere a mente che nulla è impossibile da affrontare, ma DEVE essere affrontato.
Sara Carcone
IV A Socio

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