L’EMIGRAZIONE IN ALCUNI COMUNI DEL CASSINATE
I. INTRODUZIONE
La classe IV Aspp dell’istituto Marco Terenzio Varrone, sensibile ai problemi sociali, ha deciso di affrontare un tema importante che riguarda i nostri giorni : l’emigrazione. Il disegno della ricerca è strutturato in due aspetti: qualitativo e quantitativo.
L’aspetto qualitativo si occupa delle storie di vita dei singoli emigrati, come la storia di Vincenzo di Preta emigrato come tanti dall’Italia per la lontana “Terra Promessa”, ossia New York.
Invece, l’aspetto quantitativo riguarda le interviste rivolte agli emigrati. Nell’intervista citata, Di Preta racconta della sua partenza dal paesello di Settefrati e la sofferenza dovuta alla mancanza della sua famiglia lasciata in Italia. Abbiamo riscontrato che le tematiche generali che si possono rilevare sono molte come, ad esempio, i disagi linguistici e le difficoltà degli emigrati nel trovare lavoro.
Gli italiani sono stati protagonisti del più grande esodo migratorio della storia moderna. Nell’arco di poco più di un secolo, a partire dal 1861, sono state registrate più di ventiquattro milioni di partenze, un numero quasi equivalente all’ammontare della popolazione al momento dell’Unità. Ciò basta a dare un’idea della vastità del fenomeno. Si trattò di un esodo che, a differenza di quanto si crede comunemente, toccò tutte le regioni italiane, con una priorità dell’esodo settentrionale tra il 1876 e il 1900, con tre regioni che fornirono da sole il 47% del contingente migratorio: il Veneto (17,9%), il Friuli Venezia Giulia (16,1%) e il Piemonte (12,5%). La situazione si capovolse nei due decenni successivi quando il primato migratorio passò alle regioni meridionali, con la Sicilia che dette il maggior contributo, 12,8% con 1.126.513 emigranti, seguita dalla Campania con 955.1889 esodi (10,9 %).
Il fenomeno non si è esaurito. Oggi gli italiani sono ancora al primo posto tra i migranti comunitari, seguiti da portoghesi, spagnoli e greci. Nel 1994 effettuarono la cancellazione anagrafica per l’estero 59.402 italiani, con una prevalenza di partenza dall’Italia meridionale e insulare (57%).
Ovviamente, sono molte le circostanze che portano una persona a lasciare il suo paese. Alcune escono volontariamente, altre sono forzate a farlo dalle minacce o da motivi politici. Altre ancora vanno alla ricerca di migliori opportunità di lavoro, economiche o di studio. O come ho sentito qualcuno dire: " Andiamo a ripararci per un tempo in Spagna per vedere se la situazione migliora e possiamo ritornare al nostro paese".
All'inizio tutto comincia come un'avventura, conoscere nuove persone, nuovi posti, altra cultura, lingua e contesto sociale. Tutto questo all'inizio può essere eccitante ma dopo un po’ di tempo l'illusione del nuovo passa; alcune persone possono sperimentare sintomi depressivi nell’adattarsi al nuovo contesto sociale e culturale.
L’adattarsi può essere più stressante per alcuni perché devono fare lavori con cui non sono preparati (sia per le capacità e sia per le proprie abitudini), non dominano la lingua, hanno problemi nel lavoro oppure non trovano lavoro e neppure alloggio, e nessuna assicurazione sulla salute.
Oltre a quanto detto prima, la persona può star male per molte cose significative: perdita del contatto con la famiglia e gli amici, perdita della lingua materna, perdita della propria cultura, perdita dei paesaggi e della terra natale; perdita della posizione sociale, perdita della sicurezza. Tutto questo può portare l'immigrante a sentirsi depresso e ansioso. Diversi sono i sintomi: la maggior parte della giornata si sente depresso, perde interesse per quasi tutte le attività, perdita d'appetito, dorme molto o non può dormire, mancanza d'energia, difficoltà per concentrarsi, difficoltà per prendere decisioni, isolamento, bassa autostima, difficoltà per realizzare le attività del giorno. Diversi sono i testi riguardanti la storia dell’emigrazione, ad esempio: Lavoro ed emigrazione minorile dall’Unità alla Grande Guerra, di Lotto Adriana e Bianca Bruna, e Child Workers in the Tabacco Industry,di boonpala,P.
La classa ha trovato interessante questa ricerca poiché l’emigrazione è uno dei fattori problematico più risentito nel mondo e interessa quindi ognuno di noi.
Maria Grazia Stabile
IV A Socio
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