martedì 2 dicembre 2008

L’emigrazione in alcuni comuni del cassinate


I. Introduzione

La nostra classe ha deciso di intraprendere una ricerca per quanto riguarda l’emigrazione, con l’intenzione di comprendere meglio questo fenomeno che, nel bene e nel male, ha caratterizzato gran parte della storia del nostro Paese. Anzi, per molti versi, continua a rivestire una grande importanza anche nell’attualità.
Si tratta, ovviamente, di un evento che riguarda complessivamente tutta la nostra penisola, però abbiamo deciso di interessarci solo del cassinate, cercando di analizzare solo piccoli comuni poiché, esercitando una ricerca su un vasto territorio, non avremmo raggiunto risultati attendibili. Tuttavia, pensiamo che sia comunque interessante attingere notizie importanti in una delle aree più significative geografiche del Centro-Italia, sia per le ben note vicende storiche della II Guerra mondiale e sia per i tentativi di modernizzare una realtà tradizionalmente contadina[1].
Per strutturare la nostra indagine ci siamo basati basa su alcuni punti fondamentali della ricerca sociologica, come si può vedere nello schema seguente:

La fase iniziale coincide con l’individuazione del primo punto fondamentale: l’individuazione del PROBLEMA[2]. Il problema, nel nostro caso, consiste nell’individuazione degli aspetti specifici che intendiamo chiarire, per meglio comprendere il fenomeno dell’emigrazione. A questo proposito abbiamo svolto un’articolata discussione in classe, sia per chiarire a noi stessi le diverse “piste” percorribili e sia per scegliere quelle più interessanti o più significative. Pertanto, abbiamo inizialmente individuato i seguenti punti:
v Integrazione nei nuovi ambiti sociali
v Cause dell’immigrazione
v Integrazione (confronto internazionale)
v Reti di collegamento
v Relazioni con i paesi di origine.

In un primo momento è sembrato particolarmente interessante tutto ciò che riguarda LE CAUSE DELL’IMMIGRAZIONE e, in questo ambito, uno dei problemi più “scottanti” è sicuramente relativo all’individuazione delle motivazioni internazionali. Ci siamo posti così una delle domande più essenziali: Perché esistono così tanti immigrati in Italia?
Però, Per rispondere a un tale interrogativo bisognerebbe creare un disegno di ricerca molto complesso che, aldilà dell’ambito qualitativo o quantitativo, richiederebbe una mole di lavoro sicuramente superiore alle possibilità della nostra classe. Pertanto, nelle migliori delle ipotesi, potremmo cercare qualche informazione su documenti già esistenti.
Perciò abbiamo tentato di circoscrivere altre tematiche, analizzando dettagliatamente tutti i punti descritti, fino a soffermarci sul primo problema, anche perché è stato quello che ha riscosso un interesse generale. In definitiva, la classe si è decisamente orientata per trattare L’INTEGRAZIONE NEI NUOVI AMBITI SOCIALI.
Per quanto riguarda il DISEGNO DELLA RICERCA, una delle modalità di base riguarda la scelta tra il METODO QUANTITATIVO e il METODO QUALITATIVO. Quest’ultimo studia i fenomeni sociali cogliendo gli elementi anche non immediatamente evidenti - attraverso delle proprie impostazioni - e serve molto per comprendere cosa c'è al di sotto o all'origine degli atteggiamenti e dei comportamenti, evidenziando i meccanismi individuali più nascosti e significativi. La profondità e la ricchezza del materiale di studio della ricerca qualitativa consente di acquisire informazioni, anche in assenza di ipotesi, e non solo la loro verifica.
Essa fornisce contributi conoscitivi unici, non colmabili con altri tipi di ricerche ed è per questo che pensiamo di poterla utilizzare perché può aiutarci a rispondere agli interrogativi che più ci interessano, anche secondo particolari angolazioni, magari non prevedibili in anticipo.
Per quel che concerne la ricerca quantitativa, invece, possiamo notare che essa è considerata come una metodologia basata essenzialmente sulla raccolta di dati statistici, attraverso cui è possibile trarre informazioni oggettive. Gli strumenti che in genere si utilizzano sono standardizzati e molto rigidi. Inoltre, la raccolta dei dati nella ricerca quantitativa è caratterizzata da un basso grado di interazione con l'intervistato, con conseguente minor rischio di contaminazione dei dati da parte del ricercatore. Perciò, una caratteristica essenziale dell'analisi quantitativa è il formalismo delle procedure: la raccolta, il trattamento dei dati, l'impiego della matrice di dati e l'uso della statistica seguono dei protocolli definiti e facilmente replicabili. Questa elevata formalizzazione consente al ricercatore di rilevare e immagazzinare una gran quantità di informazioni con strumenti altamente attendibili. Per questi motivi, anche la ricerca quantitativa troverà spazio nel nostro lavoro, anche se solo per una parte relativa alla raccolta di informazioni certe.
Tutto questo dovrà servire per studiare i maggiori cambiamenti che porta un’emigrazione di massa e che sono soprattutto legati alla diminuzione del numero degli abitanti nel paese d’origine, che rimane privo di manodopera e di forza lavoro. Così molte volte accade che ci sia un afflusso di persone superiore alle risorse, soprattutto economiche, del paese ospitante; e al contrario in quello d’origine avvenga uno spopolamento[3].
L’emigrazione causa anche un notevole disagio dal punto di vista sociale, infatti alcune volte il paese in cui arrivano gli emigranti non è preparato a riceverli. L’Italia si è trovata in seria difficoltà negli ultimi tempi con lo sbarco sulle coste italiane di milioni di profughi, poiché il nostro paese non si aspettava uno spostamento di massa di gran parte della popolazione albanese, che si è riversata in Italia.
Pertanto, anche se l’emigrazione può essere in alcuni casi un processo positivo, come per il “ripopolamento” di un paese poco abitato, nella maggior parte dei casi, quando si spostano intere classi sociali, o gruppi numericamente considerevoli, è qualcosa di dannoso sia per il paese di provenienza, sia per il paese ospitante.
Oggi i fenomeni migratori sono altrettanto intensi di quelli del Medioevo, ma assumono caratteri differenti. In primo luogo, diventano più frequenti le migrazioni di singoli individui rispetto di quelle che interessano intere comunità e, secondariamente, aumentano le migrazioni forzate, cioè quei casi in cui intere popolazioni sono costrette ad immigrare o emigrare con la forza. Questi due fenomeni, che hanno avuto luogo in concomitanza con l’occupazione europea delle Americhe, si protraggono fino all’epoca moderna.
SERENA EVANGELISTA
IV A SOCIO


[ATTENZIONE: RISULTA UNA FONTE DA CUI SONO STATE PRESE LE INFORMAZIONI]

Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Ricerca_quantitativa"


[1] Soprattutto negli anni Settanta fu intrapreso un grande sforzo di industrializzazione, culminante con l’imponente stabilimento della Fiat nei pressi di Piedimonte S. Germano
[2] Il problema è in effetti la concettualizzazione di un dubbio che, appunto, dovrebbe spingere verso la ricerca per trovare soluzioni tali da risolvere l’incertezza relativa ad una determinata questione di forte interesse.
[3] Situazioni del genere si sono verificate anche all’interno della stessa Italia, con lo spostamento di ingenti quantità di persone dal Sud al Nord, provocando spopolamento nel Meridione e, nel tempo, problemi di eccesso di manodopera nel Settentrione, con relative difficoltà d’integrazione.

Nessun commento:

Posta un commento